PREGHIERA PER LA PACE - PRESIEDUTA DA MONS. SALVI 

CHIESA DI SANTA MARIA DELLA SPERANZA OLMO – VENERDÌ 28 MAGGIO ORE 20:45

 

Siamo chiamati a renderci conto delle violenze e delle ingiustizie presenti in tante parti del mondo e che non possono lasciarci indifferenti e immobili: c’è bisogno dell’impegno di tutti per costruire una società veramente più giusta e solidale.” Seguendo questo invito di papa Francesco, l’Azione Cattolica diocesana ha sentito l’urgenza di pregare per il conflitto in Terra Santa e per la labile tregua appena iniziata, perché possa essere terreno fertile per la ricostruzione del dialogo necessario e imprescindibile per una convivenza fraterna e pacifica. Per dare voce alla preghiera e chiederci cosa possiamo fare noi per la pace, tutta la chiesa locale, le aggregazioni laicali e quanti desiderano essere artigiani di pace, sono invitati a partecipare alla veglia che si terrà venerdì 28 maggio alle ore 20.45 nella chiesa di Santa Maria della Speranza a Olmo presieduta dal vescovo ausiliare, mons. Marco Salvi. Durante la veglia ci aiuterà nella riflessione una meditazione teologico-biblica di padre Giulio Michelini, biblista e guida francescana di Terrasanta, conoscitore profondo di quelle realtà.

Giuseppe Notarstefano

Il professore Giuseppe Notarstefano è il nuovo Presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana per il triennio 2021-2024. È stato nominato dal Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana, che lo ha scelto all’interno della terna di nomi che il Consiglio nazionale dell’Azione cattolica italiana ha indicato dopo la conclusione della XVII Assemblea nazionale dell’Associazione.

Siciliano, 51 anni, Giuseppe Notarstefano vive a Palermo con la moglie, Milena Libutti, e il figlio, Marco, di 12 anni. È ricercatore di Statistica economica e attualmente insegna all’Università Lumsa sede di Palermo. L’esperienza associativa, e in particolare il servizio educativo e l’impegno sociale, hanno accompagnato le diverse fasi della sua vita: è stato responsabile diocesano dell’Acr nella diocesi di nascita (Agrigento); poi, dal 1999 al 2005, responsabile nazionale dell’Acr, componente del Centro studi di Ac, membro del Consiglio scientifico dell’Istituto “Vittorio Bachelet”, Consigliere nazionale per il settore Adulti e dal 2014 vicepresidente nazionale Ac per il settore Adulti.

Collabora attualmente come esperto all’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei e dal 2016 è componente del Comitato scientifico organizzativo delle Settimane Sociali dei cattolici italiani.

Collabora a numerose società scientifiche, tra le quali la Società Italiana di Economia Demografia e Statistica, del cui Consiglio direttivo fa parte. È membro della redazione di Aggiornamenti SocialiLa SocietàEsperienze Sociali e Dialoghi.

È inoltre autore di numerose pubblicazioni sui temi delle economie regionali, dell’impatto economico locale del turismo, dei metodi di valutazione delle politiche pubbliche, delle misure statistiche del benessere e della qualità della vita e dell’impatto dell’economia sociale.

Di seguito, la prima dichiarazione del neo Presidente Giuseppe Notarstefano, il saluto del Presidente uscente Matteo Truffelli, e gli auguri dell’Assistente ecclesiastico generale dell’Azione cattolica italiana, mons. Gualtiero Sigismondi.

La prima dichiarazione di Giuseppe Notarstefano, neo Presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana

«Vorrei innanzitutto esprimere la mia commossa gratitudine verso il Consiglio nazionale dell’Azione cattolica italiana e i Vescovi italiani per avermi voluto affidare il compito di rappresentare, coordinare e promuovere l’associazione in un “tempo difficile, imprevisto e inedito”, che rivela “anche segni di fiducia, motivi di gratitudine e nuovi sentieri di speranza (Messaggio della XVII Assemblea nazionale dell’Ac alla Chiesa e al Paese, 2 maggio 2021).

Mentre mi accosto a questo importante servizio, grande è la percezione della mia personale inadeguatezza, resa più sopportabile solo dalla consapevolezza che ogni compito associativo è svolto nella corresponsabilità di tanti e nella cooperazione di tutti.

L’Azione cattolica mi ha accompagnato sin da ragazzo e in essa ho maturato un grande senso di riconoscenza: verso il Signore che mi ha donato questa strada da percorrere alla scoperta della gioia rigenerante del dono di sé e del servizio agli altri, soprattutto ai “più piccoli”, e verso la Chiesa, cui ho imparato a voler sempre più bene grazie alla compagnia di laici e sacerdoti “giardinieri sapienti”, che hanno seminato e coltivato in me un profondo desiderio di bene e di comunità. L’Ac è per me una lunga storia di amicizie bellissime: mi vengono subito in mente tutte le persone con cui ho condiviso gli scorsi anni di responsabilità a livello parrocchiale, diocesano e nazionale, i presidenti nazionali con i quali ho avuto modo di collaborare, e in particolare Matteo Truffelli, amico carissimo e compagno di strada, da cui ricevo un testimone particolarmente impegnativo.

Il primo pensiero, oggi, va tutti gli aderenti, a quanti simpatizzano con la bellezza e l’entusiasmo della nostra “passione cattolica”: ai piccolissimi, ai bambini e ai ragazzi, ai giovanissimi e ai giovani, agli adulti, nelle tantissime associazioni territoriali di base presenti ovunque nella nostra bella Penisola: un popolo davvero numeroso in questa città! Sono particolarmente grato a tutti e a ciascuno per aver riconosciuto questo tempo difficile come un’opportunità e l’associazione stessa come la forma resiliente e fraterna per viverlo nella gioia. Un grazie che si estende a quanti collaborano e lavorano per rendere più sostenibile la vita associativa.

È bello pensare che la vita associativa sia soprattutto un camminare insieme, prendendosi cura reciprocamente e concretamente gli uni degli altri, praticando la delicata arte dell’ascolto del cuore e del custodirsi spiritualmente, promuovendo un dialogo autentico tra diverse vocazioni, età e condizioni di vita. La gratuità, insieme all’umiltà e alla mitezza, sono le caratteristiche che papa Francesco ha sottolineato in occasione dell’udienza concessa al Consiglio nazionale dell’Azione cattolica italiana lo scorso 30 aprile: “umiltà e mitezza sono le chiavi per vivere il servizio, non per occupare spazi ma per avviare processi. Sono contento perché in questi anni avete preso sul serio la strada indicata da Evangelii gaudium. Continuate lungo questa strada: c’è tanto cammino da fare!”

Voglio ringraziare ancora il Santo Padre per le sue parole cariche di affetto e stima e per la prospettiva indicata all’Ac di divenire sempre più una “palestra di sinodalità” a servizio della Chiesa italiana e del nostro Paese.

A nome di tutti noi rivolgo, infine, un pensiero grato e riconoscente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, guida autorevole in questa fase di delicata transizione della vita del Paese e delle sue istituzioni democratiche: la nostra associazione conferma il vivo desiderio di essere un piccolo seme di rinnovamento civile, ricercando percorsi fraterni e alleanze generative di amicizia sociale per promuovere il bene comune.

In Azione cattolica tutti abbiamo imparato ad amare senza riserve e a servire senza guardare l’orologio, perché amare e servire sono i verbi che coniugano la gioia del Vangelo come ci ha detto Vittorio Bachelet, modello luminoso per tante generazioni di aderenti e responsabili associativi.

Intercedano per noi le nostre sorelle e fratelli maggiori, venerabili, beati e santi dell’Azione Cattolica. A loro e a Maria, Madre del cammino e della strada, venerata nella mia cara terra di Sicilia come Odigitria, affido questo itinerario che inizia oggi, perché ci sorreggano e ci incoraggino a perseverare nella speranza».

Il saluto del Presidente uscente, Matteo Truffelli

«Accolgo con grande gioia la nomina di Giuseppe Notarstefano come nuovo Presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana. Il rinnovarsi della responsabilità, che giunge al termine di un lungo percorso assembleare e un ampio processo di discernimento comunitario, rappresenta sempre un segno straordinario della vitalità, della passione e della generosità che caratterizzano la nostra associazione. È un passaggio di consegne che suscita un profondo senso di gratitudine: verso Giuseppe che si mette con generosità a disposizione dell’Associazione per servire tramite di essa la Chiesa e la società, e verso i nostri Pastori, che lo hanno scelto nella terna di nomi individuata dal Consiglio nazionale, mostrando ancora una volta con quanto affetto guardano all’Azione cattolica, e che attese alte e impegnative nutrono nei nostri confronti. La gioia e la gratitudine si legano poi a una grande fiducia nel futuro, perché so che Giuseppe saprà mettere in gioco le sue tante capacità, la sua preparazione culturale, la sua profonda umanità, la sua ricca vita spirituale, la sua conoscenza ampia e articolata dell’Ac e della Chiesa italiana, la sua passione per il Bene comune.

Con la nomina del nuovo Presidente nazionale termina il mio servizio, vissuto in questi sette anni, insieme con Francesca, immersi in un costante senso di meraviglia. Provo una gratitudine straordinaria per la nostra Associazione, che mi ha formato, mi ha fatto crescere, mi ha accompagnato nella vita. Poi mi ha regalato l’enorme privilegio di divenire suo presidente. E in questi sette anni mi ha guidato: è l’associazione che mi ha indicato in quale direzione andare, non il contrario. Mi ha sostenuto, portandomi sulle sue spalle forti, fatte di un affetto straordinario indirizzato verso di me e verso Francesca. Ne saremo sempre grati al Signore. Porto con me ogni volto incontrato e ogni luogo conosciuto, ogni parola ascoltata e ogni gesto ricevuto. So che il cammino che ci attende sarà carico di benedizioni. Grazie Ac!».

Gli auguri dell’Assistente ecclesiastico generale dell’Azione cattolica italiana, mons. Gualtiero Sigismondi

«Il Consiglio permanente della Cei ha provveduto alla nomina del Presidente nazionale di Ac nella persona di Giuseppe Notarstefano, a cui va la gratitudine di tutta l’Associazione per aver dato la sua disponibilità a fare da “capo-cordata”. La nomina del Presidente si configura come un processo impegnativo ma straordinariamente fecondo, in cui l’insostituibile contributo laicale si accompagna al compito di mediazione ecclesiale con un procedimento complesso e ben rodato, frutto di decenni di esperienza eppure sempre capace di presiedere al rinnovamento democratico dell’Associazione.

Carissimo Presidente, non posso augurare niente di meglio a te e all’intera Associazione che riuscire ad essere quello che papa Francesco ha chiesto all’Ac il 30 aprile scorso: assicurare alla Chiesa in Italia un laicato che non restringe la propria azione alla “manovalanza pastorale”, ma che offre una partecipazione vigile alla vita civile. Buon lavoro, Presidente: al tuo fianco hai un’Associazione bella e viva, autentica “palestra di sinodalità”; su di te e su noi tutti veglia la schiera dei Santi e dei Beati dell’Azione cattolica, uomini e donne capaci di ascoltare Dio e le persone del loro tempo, modelli nel camminare insieme».

Roma, giovedì 27 maggio 2021

1 FEBBRAIO- “La quotidianità diventa noia, quando esce dall’orizzonte dell’Eternità”: questa l’intuizione che ha guidato i tre giorni di esercizi spirituali per Giovani ed Adulti della nostra Diocesi. Appuntamento annuale immancabile, quello degli esercizi sprituali, è stato luogo e tempo per fare chiarezza sulla storia, sulla vita, su quella relazione di “a tu per tu” con la Parola,  di quei giovani e quegli adulti che hanno scelto di investire qualche giorno in maniera differente.

 Accolti dall’arroccata Nocera Umbra ed accompagnati dalle parole di Don Andrea Rossi (prezioso assistente regionale di Azione Cattolica), si è trovato il clima favorevole per intuire tante risposte e per rinnovare altrettanti interrogativi sull’ eco di una domanda, celata a tutti fino al termine dei tre giorni ma ben conosciuta dal cuore di ognuno, che racchiude tutta l’anima di questi esercizi.

La strada aperta dalla Parola in queste vite è unica ed irripetibile, ma è ripercorrendo le tappe di questo percorso che possiamo cogliere l’inizio di una risposta a questa domanda non detta…

1 Le dannate nuvole

Le parole di questa canzone descrivono una vita in cui ogni aspettattiva, ogni umana speranza è stata disillusa, in cui la luce oltre le nuvole sembra inarrivabile , solo filtrante, a volte anche fastidiosa, descrive una vita in cui non si capisce se queste nuvole siano un velo che custodisce  oppure un muro che ostacola, una vita in cui l’ inevitabie domanda sembra essere…

Perché la vicinanza di Dio sembra lontana dalla promessa di gioia sulla Terra?

 

2 Quaranta giorni nel deserto

…Prechè al desiderio di Dio rispondiamo spesso con ciò che non ha la stessa profondità.

La tentazione arriva al cuore di una vocazione, quasi mai in plateale contrapposizione, molto più spesso affiancandola; il “tutto&subito” rischia di prendere il sopravvento su di un cuore non allenato all’ amore, rischia di prendere il sopravvento su di un'altra promessa, sempre più silente, la promessa dell’…

“Un po’ alla volta, ma per sempre”.

 

3 La perla preziosa

Accogliere quel “per sempre” significare fare posto a Dio nella vita, e posto non lo si può fare se non vendendo ciò che ha meno valore per inseguire la ricerca di ciò che ha eco di eternità.

La scelta di vivere in Cristo porta ad investire con gioia  la vita, i suoi doni, le sue realtà ,le sue sconfitte,  tutto per cercare solo quell’unica perla preziosa.

“E’ solo nell’Amore che sfuma il confine nella logica di chi-serve-chi”.

 

4 Lo Spirito indirizza la sana inquietudine

Trovata la perla, riusciamo a mantenere lo sguardo su di lei?

 L’inquietudine rompe la pace. Perché lo Spirito dovrebbe rompere la pace dell’uomo? La pace nasce quando sentimento e ragione sono orientati verso lo stesso bersaglio, ma quando siamo noi ad indicare il bersaglio, preferimo indicare qualcosa che sia più rapido dell’Eternità, il sasso è più vicino della perla. Ecco allora che lo Spirito vuole irrompere in questo equilibrio per capovolgerlo e, ri-orientarci verso il Cielo.

“Lo Spirito converte una fugace felicità frizzante in una duratura gioia silenziosa, che si trasforma da emozione a vita”.

 

Questo il clima favorevole per intuire tante risposte e per rinnovare altrettanti interrogativi sull’ eco di questa domanda, celata a tutti fino al termine dei tre giorni, ma ben conosciuta dal cuore di ognuno, che racchiude tutta l’anima di questi esercizi…

PARADISO, DOVE SEI?

Percorrendo questa strada si inizia a capire che la risposta a questa domanda è sotto i nostri occhi, racchiusa nei gesti e nelle scelte che hanno l’eco dell’eternità.

 

Una nuova grande sfida, accolta nel 145° anno di vita associativa. Un tuffo deciso verso il grande mare del web. Un luogo in cui responsabili, formatori, educatori, genitori, catechisti, soci o meno, possono ritrovarsi, condividere e commentare materiali utili al proprio servizio. Un contributo di qualità al decennio che la Chiesa italiana dedica all’educazione da parte dell’Azione Cattolica, che dell’educazione alla fede e alla vita fa da sempre la sua ragion d’essere.

Tutto questo è Parolealtre.it, il nuovo portale della formazione online, a disposizione di chiunque sia interessato ai temi educativi.
Parolealtre.it si pone sulla scia delle riviste che l’Azione Cattolica, nel corso della sua storia, ha ideato ponendosi a fianco di chi, quotidianamente, vive sul campo la bellezza e le difficoltà generate dall’educazione e dalla responsabilità: Segno Per, Nuova responsabilità, Segno sette sono solo alcuni esempi.

La multimedialità è la prima grande novità presentata dal portale. Agli articoli, scritti da esperti sulle tematiche centrali della vita associativa, si affiancano così video, audio e immagini ad alto contenuto formativo, pensati per l’autoformazione ma anche per l’utilizzo immediato all’interno dei gruppi. Il tutto scaricabile, valutabile e naturalmente commentabile.
Sì, perché l’interattività è la seconda grande sfida che il portale affronta. Ogni utente registrato è chiamato a interpretare quanto letto, visto e ascoltato, a fornire la sua chiave di lettura agli altri visitatori.
In questo modo Parolealtre.it diventa realmente un luogo (virtuale!) in cui trovarsi, condividere e dare corpo al proprio servizio.

Le sezioni Formazione e Responsabilità si impegnano a sostenere rispettivamente l'autoformazione, con approfondimenti ad ampio respiro in svariate tematiche che toccano la dimensione umana nella sua integralità, e la formazione per la responsabilità associativa ed educativa, con strumenti e riflessioni legati alle specificità del servizio.
Al centro dell’attenzione c’è la dimensione diocesana e regionale dell’Azione Cattolica. La sezione Vita associativa promette di riempirsi presto di buone prassi e format che le singole associazioni diocesane e il collegamento regionale hanno sperimentato con successo in base alle tematiche e ai destinatari, per poter condividere il grande patrimonio associativo dell'associazione.
Contemporaneamente, lo sguardo rimane ampio Nel mondo, abbraccia il mondo e assume il punto di vista del Forum Internazionale di Azione Cattolica.
Con scadenza periodica, torneranno anche i Dossier tematici, molto apprezzati nella rivista Segno Per, che in questo anno associativo saranno dedicati al Concilio e alle quattro Costituzioni.
Accanto a questo il portale si promette di raccogliere Fatti di Ac, facendo conoscere storie, personaggi ed eventi che hanno segnato il vissuto dell’associazione e della Chiesa locale.
Infine una specifica, sentita attenzione alla Spiritualità, il cuore della proposta associativa, il motore da cui tutte le iniziative e i progetti partono e traggono energia per svilupparsi.

Perché lo abbiamo chiamato Parolealtre.it?

Ci son parole che segnano. Parole che evocano gesti, scelte, esperienze. Ascoltate, pronunciate con forza o lette, lasciano il segno nella storia e nella vita delle persone.
L’esperienza associativa dell’Azione Cattolica è ricca di parole… Sono parole che fanno parte della nostra storia da più di 140 anni, parole che definiscono la nostra identità, che hanno affermato l’amore per la Chiesa, parole che hanno espresso la simpatia per il mondo. Parole che, attraverso la vita di tanti educatori, hanno aiutato intere generazioni a dire l’amore per il Signore.

Da sempre l’Azione Cattolica ha sentito con la Chiesa il desiderio di trovare parole per parlare all’uomo di ogni tempo. Anche oggi sente di condividere con chi è chiamato a educare, l’esigenza di trovare parole. Parole altre e alte.
Parole altre. Altre rispetto ai luoghi comuni sull’educazione e sull’uomo. Altre cioè contro corrente, capaci di accogliere le nuove domande, i nuovi slanci, le dinamiche più profonde della vita delle persone dentro la complessità con cui è chiamata a misurarsi. Altre perché non ci bastano più quelle dette e ridette. Altre perché volte a raccontare la bellezza dell’educare e far maturare una ricerca comune e condivisa sui temi dell’educazione.
Parole alte. Parole capaci di dire la grandezza della persona umana e della sua coscienza. Parole in grado di esprimere la ricchezza consegnataci dal Concilio e dalla tradizione della Chiesa. Parole capaci di raccontare la bellezza di una santità ordinaria, di una quotidianità “elevata a potenza”. Capaci di aiutarci a guardare in profondità la vita e la storia. Alte perché dicono impegno e corresponsabilità di adulti, giovani e bambini. Parole alte, perché pronunciate da tanti testimoni presenti e passati; perché “pensate”; alte, non elitarie, ma “popolari”, di tutti, intese a creare alleanze e un piano di riflessione condiviso con chiunque abbia a cuore la persona.

Questo è Parolealtre.it, il nuovo portale della formazione del’Azione Cattolica. Un mondo nuovo, con i principi saldi di sempre.

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